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LE APPARIZIONI DI SAN MICHELE ARCANGELO

Di San Michele Arcangelo si riconoscono ufficialmente almeno cinque apparizioni:
-
l'apparizione del toro
-
l'apparizione della vittoria
-
l'apparizione della meditazione
-
l'apparizione della mole adriana
-
quinta apparizione
La prima apparizione - L’apparizione del toro
In Italia la prima apparizione avvenne nel 490, quando era papa Gelasio I;
la leggenda racconta che casualmente un certo Elvio Emanuele, signore del
Monte Gargano (Foggia) aveva smarrito il più bel toro della sua mandria,
ritrovandolo dentro una caverna inaccessibile. Visto l’impossibilità di recuperarlo,
decise di ucciderlo con una freccia del suo arco; ma la freccia inspiegabilmente
invece di colpire il toro, girò su sé stessa colpendo il tiratore ad un occhio.
Meravigliato e ferito, il signorotto si recò dal suo vescovo s. Lorenzo Maiorano,
vescovo di Siponto (odierna Manfredonia) e raccontò il fatto prodigioso.
Il presule indisse tre giorni di preghiere e di penitenza; dopodiché s. Michele
apparve all’ingresso della grotta e rivelò al vescovo: “Io sono l’arcangelo Michele
e sto sempre alla presenza di Dio. La caverna è a me sacra, è una mia scelta,
io stesso ne sono vigile custode. Là dove si spalanca la roccia, possono essere
perdonati i peccati degli uomini. Quel che sarà chiesto nella preghiera, sarà esaudito.
Quindi dedica la grotta al culto cristiano”. Ma il santo vescovo non diede seguito
alla richiesta dell’arcangelo, perché sul monte persisteva il culto pagano.
La seconda apparizione - L’apparizione della vittoria
La seconda apparizione è detta della "Vittoria" e avviene due anni dopo, nel 492 d.C.,
la precedente apparizione del Toro.Siamo sempre a Siponto che troviamo assediata dagli
Eruli comandati da Odoacre, uno dei tanti popoli barbari che scorrazzavano per l'Italia
dell'epoca. Siponto era ridotta allo stremo ed il Vescovo Lorenzo di Maiorano ottenne tre
giorni di tregua da Odoacre. Gli eruli erano un popolo pagano ed il Vescovo Lorenzo
di Maiorano ordinò alla popolazione di pregare e di fare penitenze per avere l'intercessione
dell'Arcangelo protettore il popolo di Dio. Anche questa volta San Michele Arcangelo apparve
e promise il suo aiuto al Vescovo Lorenzo di Maiorano. Così alle dieci del mattino, un violento
temporale accompagnato da tempeste di sabbia e grandine, si abbattè sulle truppe di Odoacre,
che in preda al terrore scapparono sciogliendo l'assedio.
Tutta la città con il vescovo, salì sul monte in processione di ringraziamento; ma ancora una volta
il vescovo non volle entrare nella grotta. Per questa sua esitazione che non si spiegava,
s. Lorenzo Maiorano si recò a Roma dal papa Gelasio I (490-496), il quale gli ordinò di
entrare nella grotta insieme ai vescovi della Puglia, dopo un digiuno di penitenza.
La terza apparizione - L’apparizione della meditazione
La terza apparizione è detta della "Meditazione" in quanto è la prima che "lascia un segno
tangibile" della presenza di San Michele Arcangelo., quando i vescovi insieme alla
popolazione pugliese si avviarono verso il monte. Durante il cammino,avvenne il primo
prodigio. Faceva molto caldo, e due aquile con le ali spiegate coprivano dai cocenti raggi
solari i vescovi. Quando essi entrarono nella grotta, videro la terza apparizione di
san Michele arcangelo che disse loro, che la cerimonia di consacrazione non era più
necessaria, perché la consacrazione era già avvenuta con la sua presenza.
La leggenda racconta che quando i vescovi entrarono nella grotta, trovarono un altare
coperto da un panno rosso con sopra una croce di cristallo e impressa su un masso
l’impronta di un piede infantile, che la tradizione popolare attribuisce a
s. Michele.
Il vescovo san Lorenzo fece costruire all’ingresso della grotta una chiesa dedicata a
s. Michele. inaugurata il 29 settembre 493
La Sacra Grotta è invece rimasta sempre come un luogo di culto mai consacrato da vescovi e
nei secoli divenne celebre Con il titolo di “Celeste Basilica”.
I Longobardi che avevano fondato nel secolo VI il Ducato di Benevento, vinsero i feroci
nemici delle coste italiane, i saraceni, proprio nei pressi di Siponto, l’8 maggio 663,
avendo attribuito la vittoria alla protezione celeste di s. Michele,
essi presero a diffondere come prima accennato, il culto per l’arcangelo in tutta Italia,
erigendogli chiese, effigiandolo su stendardi e monete e instaurando la festa dell’8 maggio dappertutto.
Quarta apparizione - L'apparizione della mole Adriana
La quarta apparizione coinvolge Papa Gregorio Magno (590-604) al quale San Michele
Arcangelo appare in sogno sopra la mole Adriana, nell'atto di rinfoderare la spada,
annunciando così la fine della terribile peste che infestava Roma.
Poiché la pestilenza finì veramente, Papa Gregorio Magno cambiò il nome del mausoleo
di Adriano in Castel Sant'Angelo,
nome che è giunto fino ai giorni nostri.
La quinta apparizione
Una terribile peste nel 1956 mieteva vittime tra gli abitanti del Gargano. Il vescovo,
Alfonzo Pulcinelli, ordinò giornate di preghiere e di digiuno per invocare l’aiuto
dell’arcangelo. E San Michele fece la sua quarta apparizione sul monte il 25 settembre.
"Io sono l'Arcangelo Michele" disse. "Chiunque utilizzi la pietra di questa grotta sarà
guarito dalla peste. Benedici le pietre e scolpiscivi il segno della Croce e il mio nome".
Il vescovo annunciò il miracolo. L’intera popolazione prese le pietre consacrate.
La pestilenza cessò. Le piccole pietre ancora oggi sono richieste dai pellegrini e sono
portate in processione e lanciate in direzione dei campi.

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