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 "Il Vangelo della domenica appena proclamato ci ha descritto Cristo nelle vesti di una seminatore. Una parabola apparentemente semplice nella sua dinamica. La commentiamo con Monsignor Gaetano Bonicelli, arcivescovo emerito di Siena. Eccellenza, chi sono, meglio che cosa rappresentano quei rapaci? "lo dice lo stesso Cristo. Sono la raffigurazione plastica del demonio che é sempre pronto e in agguato a soffiare e portare via quello che é buono, quello che piace a Cristo. Dunque, se cade il seme, la vocazione, e la persona non si attiva per raccoglierlo, il diavolo ne profitta". Dunque il demonio lavora, ma sta anche all'uomo attivarsi: "certo, Cristo invita tutti e non esclude nessuno dal suo Regno. Ma occorre anche da parte nostra una risposta convincente sempre nei limiti delle nostre possibilità fragili e limitate. Oggi ci sono tante tentazioni che favoriscono l'opera del diavolo, e questo non agevola il compito. Potere, sesso, successo e denaro, portano nella maggior parte dei casi a quel triste fenomeno che é la indifferenza religiosa". La indifferenza religiosa?
"una volta io ritenevo che l'ostilità alla chiesa fosse la cosa peggiore ed invece no. Se ti osteggiano, se ti combattono, vuole dire che per loro rappresenti qualche cosa che va contro interessi poco chiari. L'indifferenza o l'apatia denota che tu non sei nulla o non rappresenti nulla. Credo che i cristiani debbano scrollarsi di dosso l'indifferenza". Cristo parla di un seme che cade su un terreno poco sensibile: "fa parte di quella tipologia di persone anche bene intenzionate, che all'inizio vorrebbero spaccare il mondo. Poi alle prime avversità, quando si rendono conto che il Vangelo non é una camminata di salute, ma impegno vero per la felicità eterna, si tirano indietro denotando un terreno a dir poco pietroso. Poi ci sono quelli che si impegnano, e nei limiti di quanto possono dare, danno frutto". Bruno Volpe" Tratto dall' art. di pontifex.roma.it
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