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 "Il Papa, all'Angelus dell'ultima domenica, ha messo in guardia dal rischio serio che la ricerca smodata del potere, delle ricchezze e del dominio, possono causare. Esiste il rischio della depressione, del sentirsi soli. Ne parliamo con Monsignor Ennio Appignanesi: "la ricchezza, il benessere in sé stessi non sono un male e non vanno condannati. Ma il problema serio é un altro e Cristo ci ha messi in guardia". Ossia? "quando della ricchezza e specie del potere fine e a sé stesso e non ricerca del bene comune, si fa un mito, si diventa schiavi. Se questo potere non arriva o ai primi sintomi di apparente sconfitta, ecco la depressione, il senso di vuoto. Alcune persone, evidentemente poco credenti, fanno più riferimento ai potenti della terra, agli amici di qua, che al Signore". Spesso si sente dire, la mia condizione é di solitudine: "a volte accade, ma dobbiamo capire che Cristo é sempre con noi. Gli amici spesso ci valutano e apprezzano, non sempre, per tornaconto, per quello che possiamo dare loro. Dio ci ama gratuitamente.
Ecco che sottostare al suo giogo, alle sue regole, da felicità e non ci mai cadere in depressione. Io non ho mai letto di un santo depresso". Infine, il Papa ha anche detto che la Chiesa non é una filantropica. "Ha ragione. Certo, dobbiamo essere solidali, accoglienti, ma lo scopo primario della chiesa e dei preti é proclamare la verità, il Vangelo, amministrare i sacramenti. Noi non dobbiamo fare marce continue, ma pregare. E poi ci sono preti che vanno spesso in Tv, dovrebbero rinunciare al protagonismo, di preti tuttologi siamo stanchi". Bruno Volpe" Tratto dall' art. di pontifex.roma.it
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